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Gli articoli più interessanti sull'Arte del Soprano Natalia Di Bartolo.
7/1/2008 Al via il FESTIVALIS THEATRUM VOLATERRAE A. VI : 'riMediAzione' da C. MalaparteMartedi 1 luglio 2008: s'inaugura il Festival Internazionale del Teatro di Volterra (PI), o, meglio, il FESTIVALIS THEATRUM VOLATERRAE A. VI .
Durante tutto il Festival l’area archeologica sara’ illuminata artisticamente da Jean Paul Carradori, utilizzando materiali e strumenti a basso consumo energetico secondo i requisiti di eco compatibilità. Alle ore 21.30, la Compagnia Universitaria dei Cori di Laurea in Pro.Ge.A.S e Pro S.M.Ar.T metterà in scena "riMediAzione", ispirato a "Anche le donne hanno perso la guerra" di C. Malaparte. L'opera teatrale è stata scritta ed è diretta da Daniele Bartolini; Direzione artistica: Prof.ssa Teresa Megale; Collaborazione registica: Chiara Saponari; Scenografie e costumi: Arianna Terzoni. Gli interpreti: Monia Baldini, Daniele Bartolini, Filippo Bigagli, Michele Causero, Lorenzo De Laugier, Claudia Giglio, Letizia Grazzini, Raffaella Lodovici, Stefano Turolla, Silvio Zanoncelli Organizzazione: Francesca Dell’Omodarme, Irene Gulminelli, Silvia Nistri Ufficio stampa: Irene Gulminelli, Silvia Nistri Fotografo di scena Giacomo Vinci "riMediAzione" è il risultato di un anno di lavoro sul testo "Anche le donne hanno perso la guerra" dello scrittore pratese Curzio Malaparte, che è iniziato nell’aprile 2007, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte dell’autore, all’interno del Laboratorio di istituzioni di regia condotto da Cristina Pezzoli, presso il Corso di Laurea specialistica in Produzione di Spettacolo, Musica, Arte ed arte Tessile (Pro.S.M.Ar.T), Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Firenze, Polo Universitario ‘Città di Prato’. La Compagnia teatrale universitaria dei corsi di Laurea in Pro.Ge.A.S e Pro.S.M.Ar.T ha presentato un primo studio il 28 giugno 2007 negli spazi di Officina Giovani-Cantieri Culturali, ottenendo così la candidatura da parte del Comune di Prato per partecipare alla Festa della Toscana nell’ambito della giornata dedicata a “Giovani talenti e magnifiche eccellenze”. In tale occasione, il 30 novembre 2007 ad Officina Giovani, la compagnia ha messo in scena un secondo studio più approfondito rispetto al precedente. Per completare questo percorso è stato fondamentale il progetto di ospitalità che il Teatro della Pergola di Firenze, d’intesa con l’Università degli Studi di Firenze, ha offerto alla compagnia nel periodo da dicembre 2007 a maggio 2008. Durante la residenza il gruppo ha avuto la possibilità di sviluppare ulteriormente gli aspetti fondanti del testo e di far maturare appieno l’esperienza. Il 9 maggio 2008 lo spettacolo nell’attuale stesura è stato allestito nel Teatro G.D’Annunzio del Convitto Nazionale Statale Cicognini di Prato, in occasione del Progetto di Rete tra le scuole secondarie, organizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione, dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e dall’Ufficio scolastico Provinciale di Prato. Lo spettacolo è ambientato a Vienna, al termine della seconda guerra mondiale. Qui la famiglia Graber, un tempo borghese ma ormai decaduta a causa della guerra, è composta unicamente da donne: Frau Emma, le due figlie Clara e Lilly, ed Enrica (moglie di Hans, figlio di Frau Emma, disperso sul fronte). I soldati sovietici, occupanti la città, decidono di sfruttare e umiliare le donne austriache, disposte a tutto per la fame, obbligandole a prostituirsi. In cambio delle loro prestazioni sessuali, alle donne viene consegnato un “buono” da utilizzare per comprare beni alimentari. All’interno della famiglia Graber è Enrica che acconsente a prostituirsi, soprattutto per proteggere le sorelle di Hans. L’azione con un salto temporale, ma non strutturale, arriva ai giorni nostri. La situazione si ripete a dimostrazione di come, nonostante il tempo passi, i problemi e le soluzioni si equivalgono. Diceva nel 1945 Eduardo De Filippo in "Napoli Milionaria": «Ha da passa’ ‘a nuttata»; e in questa frase si può riassumere il significato di uno spettacolo che si trova ad analizzare due epoche, due modi di essere donne, sottolineati anche dalla diversità scenica con cui vengono rappresentati, in un crescendo ritmico di un’esecuzione musicale contrapposta al silenzio dei movimenti. Un'inaugurazione da non perdere, preceduta, alle h. 18.30, sulla terrazza del teatro romano, dalle divertenti e gustose "Epulae Inaugurales", ad ingresso libero, con degustazione di vini e formaggi volterrani, a cura della "Fattoria Lischeto". Natalia Di Bartolo
6/30/2008 VOLTERRA, note di regia di Simone Migliorini: "LE TROIANE" di EURIPIDE-SARTREMarion D'Amburgo, Ecuba ne "Le Troiane" di Euripide-Sartre al Festival di Volterra 2008
"Quest’anno il Festival è un evidente omaggio all’universo femminile: Malaparte con “Anche le donne hanno perso la guerra” la "Didone", le "Sorelle di sangue"; anche per celebrare Puccini lo abbiamo fatto mettendo in evidenza la sua Cameriera; poi c’è Euridice (quando si parla di Orfeo è inevitabile, e non solo: ci sono anche le donne artista, come Irina Brook, la poetessa Caterina Trombetti, la ricercatrice Paola Ircani Manichini, la scrittrice Alma Daddario, la nostra referente organizzativa di sempre Maura Catalan, Isabel Russinova, Elisabetta Pozzi, poi Benedetta Betti e Rossella Cambi e la loro “Volterra Danza” gremita di donne, ragazze, bimbe, e anche Silvia Siravo, e la giornalista Emilia Constantini, anche la nostra grafica è una donna: Virna.
E’ stato casuale che mi sia capitato sottomano questo testo: “Le Troiane” nell’adattaemnto di Jean Paul Sartre…ancora donne con le nostre splendide Stefania Pugi, Francesca Signorini, Gianna Sabatini, Sabina Guillet, Eva Bartali, Annagrazia Benassai, e la straordinaria Marion D’Amburgo. Donne, donne, donne! Come si fa a non amare le donne? I loro corpi sinuosi, le loro voci cristalline, la loro tenerezza, la loro mente imperscrutabile, il loro universo pieno di misteri…. Mai avevo letto il riadattamento di Sartre da Euripide, nemmeno sapevo che esistesse. Me lo sono bevuto in un fiato...bello. Straordinario, Sartre asciuga Euripide in modo mirabile, lasciandogli il fascino antico, pur modernizzandolo, in versi sciolti e creando una partitura che nel suo significante sembra abbisogni solo di un orchestra e un coro…poesia allo stato puro! Sartre prende l’essenza, mantiene del tutto Euripide, personalizza ben poco ma quel poco che basta a rendere questa opera altro rispetto all’originale...ne amplifica l’effetto, gli dà sensibilità contemporanea. Ritratti di donne: Ecuba, Andromaca, Cassandra, Elena…e perfino una dea: Atena. I greci distrutta Troia con l’astuzia del Cavallo di Legno ideata da Ulisse, e uccisi tutti i troiani maschi, lasciano sul suolo della città le donne di Ilio destinate ad essere ripartite tra i vincitori…nell’attesa che salpino le navi greche, si dipanano le storie, le sensibilità di ogni singolo ritratto. Da millenni le donne hanno una dignità, un’intelligenza, una sensibilità e un pragmatismo milioni di volte superiore a quello degli uomini. Le Troiane di Sartre sono "rock", esprimono un dolore e una energia contemporanea, come contemporanee sono le guerre e come contemporaneo ci è anche il mondo classico di migliaia di anni fa. Sartre lo evidenzia soprattutto nella struggente battuta finale che ha aggiunto all’opera di Euripide. Tuttavia in Sartre manca qualcosa: un prologo, in Euripide questa funzione che riassume, per chi non lo ricorda, gli avvenimenti precedenti a quello rappresentato, era esplicata da Poseidone il Dio del Mare, che nel suo monologo iniziale faceva riferimento, appunto, all’Iliade. Sartre asciuga quel monologo, forse fin troppo, e sembra dare per scontato che ognuno conosca l’antefatto. Così ho aggiunto un brano dall’Iliade, di Alessandro Baricco, che, invece, in modo anche quello molto bello e non così distante dall’operazione sartriana, riassume la suggestiva guerra durata dieci anni tra greci e troiani per l’amore pensate un po’…di una donna! Un testo così alto, non può essere rappresentato, deve essere letto. Carmelo Bene diceva che la poesia deve essere letta, mai mandata a memoria: aveva ragione. Ecco allora l’idea di una lettura scenica. Ma un testo, nella sua staticità, maestoso necessitava di un supporto musicale, di un’orchestra e un coro, ecco allora la disponibilità dei maestri Menicagli (orchestra Clara Shumann), Valeri (corale G.Puccini e corale Valdera) e Dainelli (compositore e musicista). In primo luogo pensavo a delle musiche di repertorio di grandi compositori; poi, testata la disponibilità dei cori e dell’orchestra a imparare dei nuovi brani, ho chiesto a David Dainelli, con il quale siamo in perfetta simbiosi artistica da circa quindici anni, se gli andava di cimentarsi in questa nuova impresa. Infine volevo che Ecuba, la protagonista di questo lavoro, fosse recitata da un’artista di grande sensibilità, un’artista con la A maiuscola, che avesse un rapporto con il teatro di parola simile al nostro. La scelta è caduta su Marion D’Amburgo, che ha accettato, direi con entusiasmo, ed è per me e per noi un grande onore avere la possibilità di lavorare con lei. Ecco la genesi di questo spettacolo; alcuni brani sono da far venire i brividi per la loro bellezza, vorrei che vi risultasse uno spettacolo elegante, sobrio, all’insegna della poesia pura, per trascorrere una bella serata tra la scenografia del nostro teatro romano che simboleggerà quelle di Troia cadente e in fiamme...in fondo abbiamo già parlato della similitudine tra Volterra e Troia... Ci avete fatto caso? Anche il termine "poesia" è femminile, come storia, colonna o anche luna, come sera, o anche stella e terra…sono sottili paragoni che hanno un fondamento nell’ancestralità del nostro sentire, che nascondono significati profondi: tutte le cose più belle e importanti sono un omaggio evidente alla donna …ma adesso andiamo a incominciare… Cera una volta…" Simone Migliorini _________________________ SABATO 11 LUGLIO 2008 SABATO 11 luglio 2008venerdì 11 luglio ore 17.00 LEGIMUS ET LOQUIMUR Foyer teatro Persio Flacco - Via dei Sarti 27 ingresso gratuito la cittadinanza è invitata Adriano Jurissevich PANTALONE ARLECCHINO & GLI ALTRI Conferenza spettacolo Percorso spettacolare e narrativo, dove viene ritratto il complesso e variopinto mondo della Commedia dell'Arte nel suo funzionale e armonico intreccio di alto e basso, popolare e colto, spettacolarità carnevalesca e drammaturgia colta. PRIMA NAZIONALE ASSOLUTA ESCLUSIVA TOSCANA ore 21.30 - ingresso € 10,00 Festival internazionale teatro romano Volterra LE TROIANE di Euripide rielaborazione di Jean Paul Sartre adattamento, ideazione, regia Simone Migliorini con la partecipazione straordinaria di MARION D'AMBURGO nel ruolo di ECUBA e con: Simone Migliorini, Francesca Signorini, Stefania Pugi, Gianna Sabatini, Domenico Belcari, Giulio Ricci, Eva Batoli, Annagrazia Benassai, Sabina Guillet. Musiche e cori originali scritti da David Dainelli Eseguite da Orchestra Clara Schumann diretta dal maestro Mario Menicagli Corali riunite “Giacomo Puccini” (Volterra) e “Valdera” (Peccioli) dirette dal maestro Simone Valeri domenica 6 luglio Inserita il 30 - 06 - 08
Fonte: Natalia Di Bartolo
6/25/2008 ROMA: a RENATA SCOTTO il "PREMIO OTTAVIO ZIINO" alla carrieraSi tiene a Roma dal 24 al 29 giugno 2008 il 7° Concorso Lirico Internazionale OTTAVIO ZIINO.
Le selezioni del Concorso si svolgono al Teatro dell’Opera di Roma, la finale avrà luogo all’Auditorium Parco della Musica il 29 giugno 2008 alle 18. Ai primi tre classificati del concorso verranno assegnate scritture d’opera e borse di studio. Sono stati già designati i vincitori dei prestigiosi Premi legati al Concorso:
Premio alla carriera al soprano Renata Scotto ed al Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Ernani. Premio della Critica Musicale a Landa Ketoff di Repubblica e Alfredo Gasponi del Messaggero. Il Soprano Renata Scotto Si rinnova anche quest'anno l’appuntamento annuale del Concorso, giunto alla 7° edizione. Il prestigioso Evento, bandito dall'Associazione Culturale “Il Villaggio della Musica” e che si svolge con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lazio, della Provincia di Roma, del Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e del Teatro dell’Opera di Roma, conta quest'anno oltre 120 partecipanti, provenienti da tutto il mondo: presente tutta l’Europa; dagli altri Continenti, partecipanti da Cina, Australia, Mongolia, Siria, Canada, Stati Uniti. Il concorso lirico internazionale “Ottavio Ziino” nasce nel 2002 da un’idea del Maestro Wally Santarcangelo, dedicandolo al Maestro Ottavio Ziino, grande musicista, direttore d’orchestra e compositore siciliano, romano d’adozione. L’Associazione, che ha ideato e fondato questo prestigioso Concorso, vuole con esso ricordare ancora una volta l’opera e la figura del M°. Ziino, il cui impegno fu sempre caratterizzato da un’attenzione particolare in favore dei giovani musicisti e cantanti lirici. Ed è per questo che il concorso lirico “Ziino” è stato ideato per dare la possibilità ai giovani cantanti di proporsi davanti a Sovrintendenti e Direttori Artistici dei più importanti teatri del mondo, in una capitale, Roma, sensibile alla cultura sia musicale che artistica. La Commissione, presieduta da Claudio Desderi, è formata da esponenti di grande rilievo, quali: Filippo Anselmi (Agente Lirico “Wolf Artists International” di New York), Thomas Arndt (Assistente del Sovrintendente Teatro dell’Opera di Erfurt), Francesco Ernani (Sovrintendente Teatro dell’Opera di Roma), Paulo Abrão Esper (Direttore Generale Teatro Cia Ópera di San Paolo), Makvala Kasrashvili (Direttore dell’Opera del Teatro Bolshoi di Mosca), Roberto Mauro (Direttore Artistico Teatro dell’Opera Arizona e consulente artistico del Teatro dell’Opera di Michigan a Detroit), Jonathan Pell (Direttore Artistico Teatro dell’Opera Dallas), Jean-Louis Pichon (Direttore Artistico Teatro dell’Opera di Saint-Etienne). Tra i premi assegnati ai concorrenti quello speciale del pubblico: ai presenti in sala sarà consegnata una scheda che consentirà loro di votare il cantante preferito, ovvero quello che riterranno essersi espresso al meglio nella serata finale. Altro premio speciale sarà quello della critica, assegnato da una commissione di esperti, formata da direttori di riviste specializzate e critici musicali di rilievo internazionale. Fra i premi assegnati anche un premio alla Presenza Scenica, che sarà consegnato dalla pronipote di Giuseppe Verdi, Gaia Maschi Barezzi Verdi. I premi messi in palio per la presente edizione, quindi, sono: 1° premio classificato: Borsa di studio di Euro 5.000,00, concerti con pianoforte 2008/2009, Coppa "OTTAVIO ZIINO" e diploma d’onore; 2° premio classificato: Borsa di studio di Euro 3.000,00, concerti con pianoforte 2008/2009, Targa "OTTAVIO ZIINO" e diploma d’ onore; 3° premio classificato: Borsa di studio di Euro 1.500,00, concerti con pianoforte 2008/2009, Targa "OTTAVIO ZIINO" e diploma d’onore. Premi Artistici: SCRITTURE D’OPERA offerte dai teatri: -Teatro di Erfurt (Germania); -Un concerto o la partecipazione in un’opera con la Cia Ópera São Paulo in Brasile nella stagione 2009; - Un concerto o la partecipazione in un’opera presso il Teatro dell’Opera di Saint-Etienne (Francia) nella stagione 2008-2009. Le scritture d’opera messe in palio saranno assegnate ai vincitori dei soli primi tre premi del concorso, senza tener conto dell’ordine di classifica. L’assegnazione di una o più scritture d’opera a ciascun vincitore, sarà disciplinata da ogni singolo teatro a proprio insindacabile giudizio, nell’ambito della programmazione decisa da ognuno di essi, senza che questi ultimi siano obbligati ad assegnare una scrittura d’opera per ogni vincitore del concorso, potendo liberamente scegliere di offrirla a tutti i vincitori o solamente ad alcuno di essi. Premio Giacomo Puccini: Premio e Targa “Giacomo Puccini” per la migliore interpretazione in finale di un’aria composta dal Maestro, offerti dalla nipote sig.ra Simonetta Puccini Presidente della Fondazione “Simonetta Puccini”. Al vincitore sarà assegnata una borsa di studio di € 1.000,00. Premio Ettore Bastianini: Premio e Targa “Ettore Bastianini” offerti dal M° Franco Giovine per il “baritono” più promettente. Al vincitore sarà assegnata una borsa di studio di € 1.000,00. Premio della Critica: Premio e Targa. La Commissione della Critica per l’assegnazione di tale premio sarà composta da Direttori e/o redattori di importanti riviste musicali internazionali, critici musicali e professionisti nel campo della cultura, della musica e dello spettacolo e si insedierà il giorno 29 giugno 2008 nella Prova Finale. Al vincitore sarà assegnato una borsa di studio di € 500,00. Premio straordinario : "Premio Presenza Scenica" offerto dall'Accademia del Benessere di Salsomaggiore Terme; una giuria presieduta dalla Dott.ssa Gaia Maschi Barezzi-Verdi (Pronipote di Giuseppe Verdi) e composta da registi, da costumisti e dal Consigliere del Centro Termale Baistrocchi di Salsomaggiore, assegnera' al cantante finalista per la migliore presenza scenica, nel Concerto dei Finalisti una targa e un concerto con soggiorno a Salsomaggiore Terme, in occasione del "Premio Giornalistico Accademia del Benessere" per Miss Italia 2008 il giorno 12 settembre 2008. Premio del Pubblico: Targa offerta dalla Associazione Culturale “Il Villaggio della Musica”. Commissioni presenti alle varie edizioni ANNO 2002 : PRESIDENTE : BRUNO CAGLI COMMISSARI: LEONARDO ORTA,GIUSEPPE TADDEI,MICHELE SUOZZO,AGOSTINO ZIINO,ELENA RIZZIERI,SERGIO MAGLI ANNO 2003 : PRESIDENTE : ANITA CERQUETTI COMMISSARI : GIANNI DE ANGELIS,SERGIO MAGLI,MICHELE SUOZZO,ALBERTO PALOSCIA,AGOSTINO ZIINO,MARGARET BAKER ANNO 2004 : PRESIDENTE : AGOSTINO ZIINO COMMISSARI : ALBERTO PAOLOSCIA,RENATE KUPFER,ANITA CERQUETTI,MARCO SPADA,VINCENZO DE VIVO,GIANDOMENICO VACCARI ANNO 2005 : PRESIDENTE : RENATA SCOTTO COMMISSARI : RENATE KUPFER, MARCO SPADA,ANGELO NICASTRO,MARCELLO LIPPI,MAURO TROMBETTA,GIANDOMENICO VACCARI ANNO 2006 : PRESIDENTE : LUIS ALVA COMMISSARI : FILIPPO ANSELMI, THOMAS ARNDT, SERGIO SEGALINI, GIANDOMENICO VACCARI, JOSE' MARIA IRURZUN,LENORE ROSENBERG,VINCENZO DE VIVO,MARCO SPADA ANNO 2007 : PRESIDENTE : LUCIANA SERRA COMMISSARI : FILIPPO ANSELMI,GREGORY HENKEL,HEIN MULDERS,MARCO SPADA,DIMITRI BERTMAN,HENRY HAKINA,VINCENZO DE VIVO,AGOSTINO ZIINO Le motivazioni dei premi più prestigiosi di quest'anno: "PREMIO ALLA CARRIERA" A RENATA SCOTTO: "ALLA SIGNORA DELLA LIRICA DI RAFFINATA INTELLIGENZA E SENSIBILITA' MUSICALE, GRANDE REGINA DEI PALCOSCENICI INTERNAZIONALI ED AMBASCIATRICE ITALIANA DELL'OPERA LIRICA NEL MONDO". "PREMIO ALLA CARRIERA" A FRANCESCO ERNANI : "PER L'IMPEGNO E LA DEDIZIONE OFFERTA AGLI ARTISTI E AL PUBBLICO DEI PIU' PRESTIGIOSI ENTI LIRICI ITALIANI". "PREMIO DELLA CRITICA MUSICALE" A ALFREDO GASPONI : "AL CRITICO MUSICALE DEL MESSAGGERO ALFREDO GASPONI , VOCE LIBERA E APPASSIONATA SEMPRE ATTENTO AD APPROFONDIRE CON SENSIBILITA' ED AMORE I GRANDI TEMI DELLA MUSICA" "PREMIO DELLA CRITICA MUSICALE" A LANDA KETOFF : "AL CRITICO MUSICALE DEL QUOTIDIANO "LA REPUBBLICA" LANDA KETOFF,AD UNA DONNA FORTE E CORAGGIOSA, APPASSIONATA E SENSIBILE, SEMPRE IN PRIMA LINEA A DIFENDERE ED AIUTARE TUTTA LA MUSICA". Come sopra accennato, la proclamazione e le premiazioni dei vincitori in gara e delle personalità suddette avrà luogo il 29 giugno 2008 alle 18 nella Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica in Roma. Inserita il 25 - 06 - 08
Fonte: Natalia Di Bartolo
http://www.teatro.org/rubriche/news/roma_a_renata_scotto_il_premio_ottavio_ziino_alla_carriera_13590
6/23/2008 VOLTERRA: parla SIMONE DOMENICO MIGLIORINI, Direttore Artistico del FESTIVALIS THEATRUM VOLATERRAE A.VI "il verso l'afflato, il canto"- il PROGRAMMAIl Festival internazionale del Teatro di Volterra, "Festivalis Theatrum Volaterrae A.VI “Il verso, l’afflato, il canto”, Manifestazione unica nel suo genere, giunge al sesto anno consecutivo, ricchissima e quasi mozzafiato: 5 Prime nazionali assolute, 3 anteprime nazionali, 4 produzioni autonome, 10 esclusive per la Toscana, coinvolgimento di realtà artistiche locali importanti come la compagnia del Festival, le corali del territorio, la terza orchestra della Toscana, la compagnia di danza locale, una serata di premiazioni con nomi importanti, in giuria e tra i premiati, e un nome prestigioso come quello di Irina Brook, che per la prima volta porta, per sole 4 date, in Italia un suo spettacolo di prosa e per la sua primissima nazionale ha scelto il prestigioso Teatro di Volterra a testimoniare il prestigio che gli è riconosciuto e il fascino che esercita. “Il Festival Internazionale del Teatro romano di Volterra” - commenta il Domenico Simone Migliorini, direttore artistico del Festival - è un’operazione folle, da folli, per l’esiguità del budget, per essere un Festival in controtendenza agli eventi estivi fotocopia, e per distinguersi in quanto primo e, per ora, l’unico Festival di questo tipo in Toscana con una sua linea ben precisa, un rigore artisticamente vincolante, con un taglio che rispetta una tematica pertinente al luogo dove lo si svolge: la Cultura Mediterranea, il Mito d’ispirazione classica e/o contemporanea, ovviamente con qualche, ma solo qualche, eccezione e/o integrazione. Folle, dicevo, e da quest’anno anche “ECO”, un Eco Festival che sfrutta, la dove è possibile e consentito, quelle tecnologie e quei materiali illuminotecnici a basso consumo, ecologicamente compatibili, che ridisegneranno l’intera area archeologica secondo l’estro dell’artista Jean Paul Carradori. Sensibilizzare il pubblico, essere riusciti a dimostrare che si può, grazie alle nuove tecnologie, realizzare qualcosa di bello e artisticamente valido con un occhio al risparmio delle risorse energetiche ci inorgoglisce. Un ringraziamento particolare vorrei rivolgerlo in differita, a nome mio e di tutti i miei compagni di avventura, al nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che l’anno scorso ci ha fatto omaggio di una bella lettera, riconoscendo l’importanza della nostra ultradecennale attività in generale e di questo Festival in particolare.” Simone Domenico Migliorini in una scena teatrale a Volterra [1] “Quest’anno, inoltre - prosegue il Migliorini - uno speciale ringraziamento va alla Commissione Nazionale per l’UNESCO, che ci ha fatto l’onore di concedere al Festival il Patrocinio di questo prestigioso Ente. Sapendo come la suddetta Commissione, presieduta dal prof. Giovanni Puglisi, sia così attenta nel valutare i requisiti di eccellenza delle manifestazioni richiedenti e così parca nel concedere Patrocini, ci sentiamo oltremodo commossi per questo ulteriore atto di stima. Ancora un “grazie” alla Soprintendenza per i beni Archeologici della Toscana che ci ha affiancato, quest’anno più che mai, con entusiasmo e grande disponibilità, e un altro grosso “grazie” alla nostra Amministrazione Comunale, che, come sempre, ci ha dato il suo supporto e la sua fondamentale collaborazione. Un ”grazie” alla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra e alla Cassa di Risparmio di Volterra s.p.a., senza le quali non si sarebbe nemmeno svolto il primo anno di questa manifestazione. Un “grazie” all’Università di Firenze e Prato e all’Università polacca di italianistica di Stettino, che ci hanno affiancato belle e brave stagiste alle quali auguriamo che questo festival porti fortuna e consenta loro di realizzare i sogni più belli, lavorativi e di vita. Il direttore artistico spiega inoltre: “Con il nostro operato vorremmo contribuire a valorizzare Volterra, evidenziare le conseguenze di un promuoversi confuso, ristretto, troppo dolce e modesto, che contrasta con la vera natura della città e dei suoi cittadini. Volterra non è modesta. E’ fiera, arcigna, pietrosa, nobile, ricca, e, quello che può ancora farla competere con altre città è la produzione culturale, sia essa teatro, scultura, pittura, multimedialità, poesia, artigianato… Volterra rimarrà città finché non si esauriranno le sue proposte culturali, le sue produzioni, le sue idee che però devono necessariamente avere un confronto e un rapporto con l’esterno. Volterra: millenni di storia scavata, dipinta sui vasi a figure rosse o nere, scolpita nelle steli o nelle urne etrusche, centinaia , che raffigurano i miti greci, le storie dell’Odissea, dell’Iliade e i loro sequel teatrali.. sulla cime di questo colle da millenni si racconta di Ulisse, di Achille, di Edipo… Sentire queste storie riecheggiare nuovamente tra le colonne del pur molto più giovane teatro romano fa sembrare che quelle pietre superstiti all’eternità ci sorridano grate e compiaciute. Volterra, “novella Tebe” ebbe a dire Qualcuno: gli etruschi la raffiguravano scenario della saga Tebana (Vittorio Gassman nutriva un progetto nel cuore, che avrebbe dovuto coinvolgere Volterra e Siracusa: “LA TEBAIDE” con gli scenari “naturali di queste due antichissime città… chissà non poterlo, in futuro, esaudire…), famosa l’urna raffigurante l’episodio dei Sette a Tebe dove, la porta nelle mura della città greca è chiaramente rappresentata dalla nostra arcuta Porta Etrusca, detta, non a caso, “all’Arco” (i Greci non sapevano costruire archi): una porta ancora li, immobile, da millenni a segnare il maestoso e inquietante ingresso alla città … …Storie, favole, miti, che riecheggiano da sempre su questo colle eterno, lo scorrere della vita su questo selciato pieno di racconti che sono rimbalzati dal Mar Tirreno all’Egeo al Caspio in andata e ritorno, insieme ai commerci e agli scambi culturali. C’è un continuo paragonare la città etrusca per antonomasia alle antiche città greche; sarà perché ancor oggi vi si respira un’atmosfera umana, biologica, antica...un’Agorà permanente ancora molto partecipata o, un modus vivendi che a un individuo calato nella superficialità del vivere contemporaneo potrebbe apparire inutile e incomprensibile, ma che oggi, più che mai, sta alla base di una libertà, di una civiltà, di una cultura, di un sentire, di un modo di amare generoso e moderno. Volterra salva dagli incendi achei, incredula ai cavalli di legno e d’alabastro, ha subito ben altre sconfitte dalla storia, la più grande e definitiva per ragioni squisitamente e modernamente economiche nel 1472 ad opera di regnanti cosi detti magnifici e illuminati, colti duci di corti marchigiane, celebrati nei libri di storia quali magnati d’arti e ingegni. Volterra città a tutti gli effetti, Polis, irta da millenni tra le sue mura, sul suo colle solitario dal quale spazia la vista fino al mare…e dove, se si aguzzano gli occhi si può intravedere Ulisse/ Odisseo sperduto alla ricerca di Itaca, o forse è solo Geppetto alla ricerca del figlio di legno… Volterra, da dove si odono cantare le Sirene del mondo moderno, contemporaneo, pieno di luci, automobili, gente indaffarata, elegantemente vestita, triste, periferica, suburbana, senza storie da ascoltare, da raccontare, senza panorami infiniti, senza identità...o forse sono solo i pifferi dello spettacolo di Mangiafoco…non importa tutte le storie sono belle. Volterra, Capitale del bello, solo apparentemente antica, solo apparentemente solitaria, legata all’albero maestro della sua nave, solca un mare di colline prosciugate dalla storia, il mare della vita, del sapere; lo fa da secoli, da millenni, percorre il mondo senza una meta, disseminando una quantità stupefacente di cose, di idee, di uomini, troppi per essere considerata non moderna ed isolata, troppi perché il Mondo non gliene sia grato… Storie Epiche millenarie di dei, eroi, che gli intellettuali hanno ancora una volta isolato e allontanato dal grande pubblico, dagli uomini, dalle donne, dai bambini, spacciandole per storie difficili, incomprensibili per tutti ma non dalle loro fervide e sapute menti.. facendo leva sulla stranezza dei nomi, forse difficili, buffi, premendo su quel sentire ormai mutato di quei pianti ridicoli, inutili, tragedie stolte, quella quantità di dei polimorfi, quel linguaggio improbabile di traduzioni autocompiaciute… Recuperiamo le nostre storie: sono biologiche, a basso consumo energetico, avventurose, belle, comprensibili, ci fanno ridere, a volte commuovere, riflettere altre ancora.. riprendiamocele, sono storie che abbiamo nel sangue, nel dna, storie che piacciono agli adulti e ai bambini che ci fanno sognare, che ci danno questa dimensione di eternità e di bello L’importante, come per tutte le storie, è stare al gioco, al gioco del teatro, lasciarsi incantare dalla sua magia, abbandonarsi alla sua seduzione, non può che essere un’esperienza esaltante. Conclude Simone Domenico Migliorini: "Dei remi facciamo ali al folle volo, solo così riusciremo a non viver più come dei bruti." Simone Domenico Migliorini in una scena teatrale a Volterra [2] PROGRAMMA | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||